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.: Un dipolo per i 6 metri in 6 minuti :. |
Il nostro amico OM Nicola IW7DLL ci ha inviato un interessantissimo progetto. Un dipolo per i 6 metri dalle prestazioni eccellenti.
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Un
dipolo per i 6 metri in 6 minuti
Arriva la primavera ed è tempo di togliere
un po’ di polvere da alcuni apparati, che per tutto l’anno sono serviti solo a
riempire i vuoti o nascondere cavi di alimentazione, commutatori coassiali,
vecchie qsl e connettori che tutti noi “imboschiamo” dietro le radio “buone”, in
attesa di essere sistemati … Tra le cianfrusaglie che ti trovo? Vari spezzoni di
cavo RG213 che spesso si utilizzano per costruire codini di raccordo o altro, ma
questa volta, vista la bella stagione ed avendo appena resuscitato la scheda del
transverter 28-50 Mhz montato in gioventù e che anni fa tante soddisfazioni mi
aveva dato con i suoi soli 8 watt ed una semplice verticale da jeep militare
sul balcone, mi è venuta voglia di realizzare un dipolo cortocircuitato per la
Magic Band. L’idea in realtà trae spunto dalle tante realizzazioni che si
trovano in rete, ma la curiosità maggiore che mi ha spinto a costruirla è stata
quella di verificare innanzitutto il minimo ROS di tale antenna, che date le
basse potenze di cui dispongo non era poi un dettaglio; inoltre con questa
semplicissima antenna leggermente direttiva, avrei avuto la possibilità di
ricevere meglio della verticale usata finora, essendo tra l’altro
cortocircuitata agli estremi e non risentendo così di rumori, scariche ed altro
che spesso rovinano i nostri qso estivi in banda 50 Mhz. Per costruire questa
antenna serve davvero pochissimo tempo, e se sul nostro terrazzo o in campagna
disponiamo di corde o altro tirante isolato, possiamo andare in aria in meno di
dieci minuti; per soluzioni più stabili e definitive si può ricorrere a supporti
realizzati con i classici tubi in pvc come quello riportato in foto, che con
qualche rinforzo nei punti critici mi assicurerà senza dubbio anni di
collegamenti senza alcun problema. Verificato il rendimento di questo dipolo,
ne ho realizzato uno filare per uso portatile, ed uno fisso da ancorare a palo
di sostegno. Dopo l’ultima saldatura, e senza ricorrere a nessun ritocco
allungando od accorciando i due bracci, ho subito letto 1:1 di ROS sullo
strumento, e con grande piacere ho ascoltato i beacon della costa croata anche
se con segnali molto bassi.
PASSIAMO ORA ALLA REALIZZAZIONE:
Prendiamo uno spezzone di 286 cm di RG213 o persino di
RG58, anche se in questo caso ho verificato che bisogna perdere qualche minuto
in più per la taratura a centro banda.

Spelliamo il cavo coassiale alle due estremità, e richiudendo la calza di
massa verso il centro, saldiamola accuratamente sul polo centrale. Abbondiamo
con la stagnatura ed evitiamo saldature fredde, per garantire resistenza fisica
dell’antenna alle intemperie nonché resistenza termica alle eventuali potenze
che correranno lungo il cavo, considerato che in questa versione per semplicità
costruttiva non ho previsto né bobine né apposito RF-choke. Possiamo ricoprire
eventualmente le saldature con mastice al silicone.
Terminate le due saldature alle estremità, esattamente al centro del cavo
spelliamo con attenzione circa 2 cm di guaina, lasciando intatto il conduttore
centrale nel suo isolatore e separiamo le due calze di massa stagnandole una sul
polo caldo e l’altra sulla calza del cavo di discesa dell’antenna, che
ovviamente sarà della stessa impedenza del cavo utilizzato per costruirla. In
teoria l’antenna è già bella e pronta.

Se abbiamo
problemi di ROS possiamo arrivare all’accordo con il solito sistema, accorciando
i 2 bracci di 5 mm alla volta fino ad una lettura ottimale. Naturalmente la
taratura deve avvenire con il dipolo in sospensione, meglio se ad almeno un
metro e mezzo di altezza dal suolo. Per rinforzare la struttura si può innestare
una giunzione centrale a “T” come in foto, ed infilare i due bracci in due tubi
del tipo da impianto elettrico per esterno.

Nel mio caso, ho già previsto di innestare lo snodo in un braccetto per
antenna televisiva, il che mi consentirà di ancorare l’antenna ad un comune palo
telescopico. Per ulteriore rinforzo, dal momento che vivo in riva al mare e le
raffiche di maestrale non mancano, ho realizzato un ulteriore rinforzo
affiancando e fascettando lungo tutta la lunghezza del dipolo un secondo tubo in
pvc, e ciò è stato provvidenziale, dal momento che i gabbiani trovano molto
divertente questo nuovo e curioso trampolino di lancio…

Da prove
effettuate il dipolo ha una larghezza di banda di quasi 1 Mhz, e regge senza
problemi anche i 100 w delle apparecchiature commerciali che si trovano in ogni
stazione che si rispetti. Si comporta egregiamente nei Dx con l’Europa ma non
disdegna, a dispetto delle verticali, i qso locali a media e breve distanza.
Concludendo, potrebbe essere una valida alternativa per chi voglia cambiare
polarizzazione durante i collegamenti in 50 Mhz a lunga distanza, o per chi si
voglia cimentare per la prima volta su questa banda che molto spesso troviamo in
dotazione nei quadribanda di ultimissima generazione. Potrebbe infine costituire
un valido ed economico sistema radiante per operare in FM con i piccoli
portatili tribanda che spesso trasmettono anche in 50 Mhz, pur se con potenze
limitate, e che vengono accantonati su questa banda in quanto non offrono grandi
prestazioni con le piccole antenne in gomma di cui sono dotati.


73
de IW7DLL Nicola
Una copia
in PDF del progetto è disponibile QUI
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